Car Carrozzeria intervista il Direttore Operativo Carlo Mottola

Gestire l’emergenza e ripartire in sicurezza: nell’intervista di Car Carrozzeria, Carlo Mottola racconta le idee, la tenacia e la flessibilità di Ballsystem in un periodo di crisi globale.

Il carrozziere al passo con i tempi dovrebbe offrire il servizio di riparazione a freddo per ampliare il suo lavoro e aumentare il fatturato. E per essere più ecologico. Carlo Mottola, Direttore Operativo, ne è convinto: vediamo se convince anche noi.

Intervistare i teorici di un mestiere non è facile. Chi gestisce da lontano un lavoro ma soprattutto un mestiere fatica a essere diretto e preciso nelle risposte. Quando incontri persone come Carlo Mottola già la stretta di mano la dice lunga. Oggi però questa regola di educazione è stata bandita, il Covid ci impone il distanziamento sociale. Però anche a uno sguardo veloce e superficiale non sfugge che Carlo di teoria ne sa tanta, ma forse le sue mani sono addirittura più veloci dei suoi ragionamenti. Perché Carlo ripara, insegna e gestisce. Insomma, sa sempre di cosa parla e sa anche fartelo capire perché è abituato a insegnare. Emergenza Covid, come avete gestito la Fase 1? Operativi oppure chiusi? «Sempre operativi e per fortuna che ci siamo organizzati con la mole di lavoro che abbiamo. Ovviamente la sicurezza dei nostri dipendenti è stata al primo posto. Così ci siamo organizzati per fare arrivare tutte le auto da riparare presenti sulle sedi e i depositi del territorio presso il nostro quartier generale e qui abbiamo proceduto agli interventi. Ci siamo organizzati con delle bisarche per movimentare le vetture e siamo riusciti subito a marciare spediti. Siamo riusciti a essere operativi sin da subito grazie anche al fatto che noi siamo tra i pochi del settore che abbiamo un nutrito zoccolo di dipendenti fissi che ci permettono di operare in questo modo. In questi mesi di lockdown abbiamo lavorato molto sulla coda di vetture danneggiate da eventi atmosferici nel 2019. Non abbiamo avuto cali di lavoro. Solo dei rallentamenti». In sicurezza, fai riferimento alla “disinfezione”? «Sì, certo. Abbiamo subito capito che la disinfezione delle vetture era indispensabile per lavorare in sicurezza noi e chi poi avrebbe gestito la vettura dopo di noi. I primi giorni dell’emergenza abbiamo sviluppato le procedure e poi abbiamo dato vita a un vero reparto dedicato, che prende in carico le vetture non appena sbarcate dalla bisarca. Il primo step è dunque la disinfezione interna, dove usiamo un disinfettante che agisce per cinque minuti ed è efficace anche nei condotti del clima. Poi vengono disinfettate anche le zone della carrozzeria di contatto abituale. La stessa operazione di disinfezione la ripetiamo prima della riconsegna della vettura. Queste operazioni sono importanti e farlo in maniera professionale e “codificata” per noi è stato importante e lo è tuttora». Ora siamo in Fase 3: come gestite il problema disinfezione all’esterno della vostra struttura? «Allo stesso modo. Le procedure di disinfezione vengono applicate dai nostri tecnici anche presso le sedi dei nostri partner. Non cambia nulla. Prima si procede alla disinfezione e poi si mette mano sulla vettura. Quando l’auto è finita si disinfetta di nuovo per restituire un’autovettura già usabile dal proprietario».

Operatività: siete tornati alle procedure normali? «Sì, oggi siamo tornati a una “normalità” nei limiti imposti da questo periodo storico. I nostri dipendenti sono tornati a viaggiare attraverso l’Italia dove è necessario il nostro intervento per riparare le vetture sia presso le carrozzerie partner sia presso le sedi logistiche di costruttori e noleggiatori». Grandine: è tornata. Siete già operativi nelle aree colpite? «Come anticipato siamo ancora operativi sugli eventi 2019. L’anno scorso è stato un anno straordinario per l’Italia: la nostra nazione è stata una delle più colpite da eventi di grandine e su più aree del Paese in periodi diversi. In particolare c’è stata una pesante grandinata in Emilia che ha colpito sia i privati sia i dealer e i depositi dei costruttori. I numeri di auto danneggiate sono stati altissimi. Adesso ci sono stati già eventi nel 2020, in particolare quella di Lecco dei primi giorni di giugno che ha lasciato molti danni. E ci siamo già attivati con tutte le nostre risorse. Abbiamo anche già delle commesse dall’estero: a Dubai ad esempio siamo impegnati con vetture di noleggiatori». Chi sono oggi i vostri maggiori clienti? «Oltre ai privati in Italia abbiamo rapporti con noleggiatori a breve e lungo termine, con assicurazioni e dealer. All’estero lavoriamo sempre con il noleggio, gli operatori di logistica e i costruttori. Spesso la grandine colpisce le auto sui piazzali delle fabbriche o della logistica e noi interveniamo direttamente. La qualità del nostro lavoro garantisce riparazioni perfette che non lasciano tracce e che non compromettono la consegna della vettura dopo il nostro intervento». Vi avvalete del vostro network? Intervenite direttamente? Fate supporto? «Nel corso degli anni ci siamo ben strutturati. Noi abbiamo un bello zoccolo di dipendenti che sono la nostra forza e ci permettono di affrontare anche grandi numeri di auto da riparare come per logistica e costruttori. Poi abbiamo un serbatoio di freelance che per lo più sono stati formati da noi e quelli che non sono di nostra provenienza vengono prima certificati per garantire al cliente uniformità e qualità costante del lavoro. La qualità del lavoro è il nostro mantra. Poi abbiamo la rete del Green Network Ballsystem in cui ci sono anche i nostri uomini e i Point, ovvero i centri di raccolta. Abbiamo così potenziale per i grandi numeri e capillarità sul territorio». Carrozzerie e riparazione a freddo: un’opportunità oppure una minaccia? «Nessuna minaccia e i carrozzieri che lavorano con noi lo sanno benissimo. Integrazione e interazione fanno soltanto del bene al business delle carrozzerie. La riparazione a freddo non è una minaccia per il carrozziere, rappresenta al contrario una opportunità. La riparazione a freddo serve a “fare” quello che non si ripara tradizionalmente con la stessa velocità e senza intaccare la vernice. Poi ci sono i casi di integrazione, cioè quelli in cui facciamo il “Push for Paint”: noi raddrizziamo i lamierati e il carrozziere vernicia. Siamo in quei casi in cui la grandine è stata tanto violenta da scheggiare la verniciatura e lì servono anche la vernice e il trasparente, ma non lo stucco. Con la nostra tecnica non si va a fare spessore e il risultato finale ci guadagna moltissimo in qualità. In più la spesa si riduce, il che non guasta».

Nessuna minaccia e i carrozzieri che lavorano con noi lo sanno benissimo integrazione e interazione fanno soltanto del bene al business delle carrozzerie. Questo è il nostro modello di crescita reciproca

Il vostro network oggi come è in espansione? «Lo stiamo sviluppando: abbiamo appena terminato la formazione di 7 strutture subito integrate nel network. Siamo in espansione, appunto, e il lavoro tende ad aumentare. Il cambiamento climatico in atto ha modificato la meteorologia nel nostro Paese: ora ci sono molte più grandinate e molto più violente che in passato». Formazione: come si accede alla vostra accademia? «Ci si può candidare tramite i nostri canali di contatto e spesso siamo noi che “scegliamo” delle carrozzerie sul territorio con i nostri network manager. L’accademia lavora 8 mesi l’anno con corsi di una settimana e massimo 10 partecipanti. Attenzione, però, la nostra selezione è rigorosa. Mi piace pensare che prima ci conosciamo, poi ci fidanziamo e se poi tutto va bene ci sposiamo. Insomma, diamo serietà e pretendiamo serietà». La riparazione a freddo conviene? L’ecologia ci guadagna? «L’ecologia è uno dei plus del nostro modo di lavorare. Con la riparazione a freddo non si usano prodotti chimici, non si utilizza energia per verniciare e completare i cicli. Già questo è molto in termini ecologici. Poi si mette in moto un’economia circolare: non si sostituiscono pezzi che sono spreco di materia prima e un costo energetico per lo smaltimento. Non si generano rifiuti importanti. Insomma, siamo in linea con un’idea green del lavoro». Chi è un partner Ballsystem? «Un carrozziere attento all’innovazione che sa cogliere tutti gli aspetti ecologici e di risparmio energetico del nostro modo di lavorare. Ma anche un imprenditore che sa guardare lontano. Oggi se sai lavorare a freddo quando ti entra una vettura in carrozzeria quasi sicuramente ha un colpetto sulla carrozzeria da potere rimuovere con poco tempo e grande margine di guadagno. Questo è il nostro carrozziere tipo…».